
Catarratto, classico siciliano
Il Catarratto è una delle varietà a bacca bianca più tradizionali e classiche della Sicilia, da molti studiosi considerata fra le più antiche, ed è diffuso in tutta la Sicilia, dove costituisce il 33% della superficie vitata complessiva.
Il Catarratto predilige come suo terroir d’elezione la parte occidentale dell’Isola, nelle tre province di Agrigento, Trapani e Palermo. E’ uno dei vitigni a bacca bianca utilizzato non soltanto nella DOC Sicilia, ma come varietà principale anche in denominazioni più circoscritte fra le quali Alcamo, Marsala, Menfi, Santa Margherita di Belìce.
Diversi studi ampelografici condotti fra il XVII e il XIX secolo hanno identificato almeno otto fenotipi di Catarratto, due dei quali particolarmente diffusi: il Catarratto Comune e il Catarratto Lucido, che si sono sviluppati duranti gli ultimi 20 secoli adattandosi a differenti microclimi.

Recenti studi genetici (Di Vecchi Staraz, 2008) rivelano che il Catarratto è il padre della Garganega, una varietà veneta, ed ha dirette relazioni di parentela con molti altri vitigni: il Mantonico Bianco in Calabria, il Susumaniello in Puglia, la Malvasia di Candia nell’Itala Centrale, il Trebbiano in Toscana, Albana e Mostosa in Romagna, Dorona e Marzemina in Veneto.
Inoltre, è stato definitivamente chiarito che il Catarratto ha dato origine al Grillo attraverso l'incrocio con lo Zibibbo.
Catarratto: caratteristiche del vitigno
Il Catarratto è una varietà vigorosa, con una buona resistenza alle più comuni malattie della vite.
Germoglia generalmente agli inizi di Aprile, con un ciclo di maturazione mediamente lungo che si conclude con la vendemmia ai primi di Settembre. I grappoli hanno dimensione medio-grande e forma conica, con due ali laterali, e producono acini piccoli e rotondi, dal colore che varia dal verde al giallo carico.

vecchia vite di Catarratto Comune nel vigneto Belìce di Mare
Le differenze fra i due principali biotipi, i cui vini possono risultare molto diversi fra loro, consistono principalmente nella loro differente consistenza e composizione aromatica e nel diverso accumulo dei principali acidi contenuti nella polpa.
Nella scheda seguente sono riepilogate le principali caratteristiche del Catarratto Comune e del Catarratto Lucido.

Catarratto: note organolettiche
I vini bianchi fermi prodotti con uve di Catarratto sono generalmente freschi, di media struttura, con acidità e grado alcolico moderati.

Il loro profilo aromatico viene associato a note agrumate e floreali (buccia di limone, arancia amara e fiori di zagara), sentori tropicali di pompelmo e frutto della passione con un tocco di erbe fini e spezie dolci.
Un’eccellente sapidità e marcate sensazioni minerali possono talvolta condurre ad una chiusura lievemente amarognola.
Ma il Catarratto si presta anche a singolari sperimentazioni, come ad esempio la macerazione sulle bucce e l'appassimento, che possono portare a risultati inusuali e molto interessanti, dimostrando la grande versatilità del vitigno. In questo caso, sono le note di spezie, nocciola e arachide a caratterizzarne più marcatamente il profilo aromatico, apportando complessità ed intensità alle consuete note di degustazione.
Fra i miei vini, Arèmi Catarratto Superiore viene vinificato con fermentazione spontanea del mosto sulle bucce per almeno una settimana, e affinato sulle fecce fini per oltre un anno, sia in botti non tostate che in anfora.
Servizio e abbinamenti gastronomici
Vino molto versatile, si abbina splendidamente con pesce e frutti di mare, carni bianche, verdure grigliate, formaggi morbidi e di media stagionatura. Le versioni macerate o passite esaltano l'intensità di formaggi di media e lunga stagionatura e dei piatti elaborati della cucina siciliana.
SCHEDE TECNICHE
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