
La vendemmia 2016, finora
Menfi non è la Sicilia. È solo un piccolo pezzetto dell’isola grande, che si stende fra colline argillose - nell’entroterra - e meravigliose vallate coperte da vigneti che digradano verso il mare.
Belicello è un puntolino in fondo alla vallata di un grande fiume, il Belìce per l’appunto, che nasce sui monti intorno a Palermo e scorre per tutta la Sicilia Occidentale fino a sfociare a qualche centinaio di metri dai miei vigneti. È un microclima molto particolare, fra mare e fiume, dove l’umidità della notte viene subito asciugata dalla ventilazione costante delle termiche, dove fra giorno e notte in estate ci possono essere venti e più gradi di differenza, dove l’acqua sorgiva è più abbondante di quella che cade dal cielo.
La mia vendemmia, quindi, è solo una delle tante vendemmie che si possono fare in Sicilia, e di solito è una delle più precoci. Ma non quest’anno.
Quest’anno l’inverno è arrivato tardissimo, con grande soddisfazione dei bagnanti di Natale e preoccupazione per tutti quelli come me che, invece, ancora a Gennaio aspettavamo che alle vigne cadessero le foglie. Potatura tardiva, perché io la vigna non la taglio quando piange e aspetto che vada a dormire.
Primavera piovosa e fresca fino a fine maggio, e giugno abbastanza secco, fresco e ventilato. Ho visto un po’ di peronospora sulle varietà precoci, tenuta a bada con 2 trattamenti di rame e 3 di zolfo, ma per il resto grande tranquillità. Luglio è stato sorprendente: non ha fatto caldo praticamente fino a metà mese, e anche ad Agosto le temperature diurne sono rimaste molto sotto la media degli ultimi anni.
Tutto questo si traduce in una vendemmia (finora) molto equilibrata, con gradazioni zuccherine moderate a maturazione fenolica completa e scarso o nullo stress idrico per le vigne, una situazione che non vedevo da anni!
Diamo un'occhiata alle uve.

Lo Chardonnay ha fatto grappoli "impugnati", cioè serrati, senza acinellature. Anche se la produzione non è tantissima, è veramente eccellente.
Raccolto il 4 agosto, tardi rispetto alle ultime tre vendemmie - che abbiamo tagliato l'ultima settimana di luglio - oggi è già vino (buono).

Qua il gioco si fa serio.
Il Merlot viene bene ogni 4 anni, ma quando viene bene è favoloso.
Magari non ha molto senso piantare una varietà che non trova tutti gli anni le condizioni ideali per produrre in questo modo spettacolare, ma se l'hai ereditata da tuo padre non stai tanto a questionare, e cerchi di fare il lavoro migliore possibile. Come nel 2009, la migliore annata di Azimut fino ad ora, e che è pronta da bere adesso, dopo 6 anni di affinamento.

L'Alicante fino ad oggi è il mio preferito.
Ci lanciamo occhiate languide tutte le mattine, e ci promettiamo che sarà bellissimo quando finalmente verrà in cantina con me.
Ciàtu #3, non credo manchi molto. Probabilmente una settimana.

L'avete visto mai uno Zibibbo con i chicchi così grandi? Io no.
L'uva che sarà Ammàno #4 fra 10-15 giorni.

E poi una sorpresa, di cui non ho ancora parlato a nessuno.
Una vigna di Catarratto di 35 anni, e prima di dire qualunque cosa voglio portare l'uva in cantina. Ne ragioniamo fra un mesetto, ma dalle premesse che vedete c'è solo da incrociare le dita, e trattenersi dal fare capriole.

E poi c'è lei, l'uva della spiaggia. Non coltivata, a piede franco, probabilmente nata da seme. Che anche quest'anno ha prodotto grappoli bellissimi, e spero di farne un pochino più di 19 bottiglie.
Vedremo.
Intanto, tengo le dita incrociate, come credo stiano facendo tutti i vignaioli in preda a questa vendemmia 2016.