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Cos'è la vendemmia

Riflessioni sulla vendemmia 2013 che sta per iniziare e sui vini che forrei fare da grande.

Come matura un grappolo

Valutare la maturazione fenolica delle uve è più importante delle sole analisi tecniche: io faccio così.

Cammino per le vigne con Pablo, che mi accompagna eccitatissimo: è la nostra prima uscita ufficiale di pre-vendemmia 2013, importante perché inizierò a farmi un’idea più precisa dello stato di maturazione delle uve.

La scorsa settimana avevo già fatto un giro di perlustrazione con mia madre. E' lei che si occupa delle vigne per tutto l’inverno, quando io sono impegnata in viaggi, degustazioni, travasi, imbottigliamenti, ed è sempre molto orgogliosa di “consegnarmi” le uve, a fine invaiatura, in forma perfetta.
Anche quest’anno sono felice del suo splendido lavoro: grappoli sanissimi, che è la cosa principale e mai scontata, e piante ben equilibrate.

Campionamento

Oggi vi porto con me durante il campionamento delle uve, indispensabile per verificarne la maturazione e programmare la prossima vendemmia.

Aspettando la Bambina

La vendemmia della Bambina: il nostro rosato di Nero d'Avola quest'anno ci ha fatto trepidare.

La vigna del Microcosmo

La vigna del Microcosmo e il matrimonio felice tra due splendide uve siciliane: Perricone e Catanese.

E’ mattina presto. Il sole filtra appena, incastrato tra il dorso della collina e le nuvole gonfie di pioggia che incombono minacciose su questi giorni di vendemmia a Menfi. Uno strano clima di fine agosto, con temporali violenti e ravvicinati, sta rallentando la maturazione delle uve.

La nostra speranza è che smetta presto, e che ritorni il bel tempo a regalarci la certezza di una grande qualità, cosa che appariva scontata fino a qualche giorno fa.
Ci affrettiamo, quindi, nella vigna del Microcosmo, prima che arrivi la pioggia: siamo in sei a raccogliere mezzo ettaro, ce la dovremmo fare in quattro ore.

Il 90% delle viti è Perricone, una splendida varietà siciliana che purtroppo si sta rapidamente estinguendo. Fino agli anni ’60 era l’unica varietà a bacca rossa coltivata nella Sicilia occidentale; poi arrivò il mito del Nero d’Avola, supportato dalla critica enologica internazionale e da importanti investimenti, e il Perricone iniziò ad essere estirpato. Oggi, soltanto lo 0,3% del vigneto siciliano è impiantato a Perricone, e la maggior parte delle uve viene utilizzata come vino da taglio. Un vero peccato.
Le restanti piante sono Catanese, un antico clone di Nerello Mascalese che da sempre viene piantato in field blend per mitigare, con la sua delicatezza, il carattere un po’ scontroso del Perricone.

Grappolo di perricone

Vendemmia manuale 2023

Lo zio Pino in vendemmia

Delicatezza in vendemmia

I colori del Catanese

Si riempie la vasca

I grilli abitano il vigneto...

... e anche i ragni

Grappolo di Catanese

La vigna è mista, come usava un tempo, le piante vivono una accanto all’altra e si influenzano a vicenda, alla ricerca dell’equilibrio vegetativo e produttivo.
Sono innamorata di questa vigna, che considero come un’entità unica, un insieme di organismi in equilibrio. Da qui viene anche il nome del vino: Microcosmo, cioè un ecosistema complesso in cui piante, animali, insetti, terra, sole, acqua, erba e infinite tipologie di microorganismi vivono in competizione, ma anche in armonia tra di loro, si influenzano e ciascuno è indispensabile all’altro.

Le prime gocce di pioggia iniziano a cadere proprio mentre terminiamo di raccogliere, siamo stati fortunati. Le uve, portate immediatamente in cantina, sprigionano un intenso profumo di ribes e mela rossa.
Tutto sommato, credo che sarà una buona vendemmia.

Vendemmia 2014: prime impressioni

Le prime impressioni a caldo sulla vendemmia 2014 sono molto buone, e ci fanno ben sperare per la qualità dei vini siciliani.

Vendemmia 2014: report

In Sicilia la vendemmia 2014 è stata ottima, forse la migliore degli ultimi dieci anni, e ci ha regalato uve bianche e rosse di grande qualità.

La vendemmia 2016, finora

Menfi non è la Sicilia. È solo un piccolo pezzetto dell’isola grande, che si stende fra colline argillose - nell’entroterra - e meravigliose vallate coperte da vigneti che digradano verso il mare.

Belicello è un puntolino in fondo alla vallata di un grande fiume, il Belìce per l’appunto, che nasce sui monti intorno a Palermo e scorre per tutta la Sicilia Occidentale fino a sfociare a qualche centinaio di metri dai miei vigneti. È un microclima molto particolare, fra mare e fiume, dove l’umidità della notte viene subito asciugata dalla ventilazione costante delle termiche, dove fra giorno e notte in estate ci possono essere venti e più gradi di differenza, dove l’acqua sorgiva è più abbondante di quella che cade dal cielo.

La mia vendemmia, quindi, è solo una delle tante vendemmie che si possono fare in Sicilia, e di solito è una delle più precoci. Ma non quest’anno.

Quest’anno l’inverno è arrivato tardissimo, con grande soddisfazione dei bagnanti di Natale e preoccupazione per tutti quelli come me che, invece, ancora a Gennaio aspettavamo che alle vigne cadessero le foglie. Potatura tardiva, perché io la vigna non la taglio quando piange e aspetto che vada a dormire.

Primavera piovosa e fresca fino a fine maggio, e giugno abbastanza secco, fresco e ventilato. Ho visto un po’ di peronospora sulle varietà precoci, tenuta a bada con 2 trattamenti di rame e 3 di zolfo, ma per il resto grande tranquillità. Luglio è stato sorprendente: non ha fatto caldo praticamente fino a metà mese, e anche ad Agosto le temperature diurne sono rimaste molto sotto la media degli ultimi anni.

Tutto questo si traduce in una vendemmia (finora) molto equilibrata, con gradazioni zuccherine moderate a maturazione fenolica completa e scarso o nullo stress idrico per le vigne, una situazione che non vedevo da anni!

Diamo un'occhiata alle uve.

 

2015 dati meteo luglio

Lo Chardonnay ha fatto grappoli "impugnati", cioè serrati, senza acinellature. Anche se la produzione non è tantissima, è veramente eccellente.
Raccolto il 4 agosto, tardi rispetto alle ultime tre vendemmie - che abbiamo tagliato l'ultima settimana di luglio - oggi è già vino (buono).

 

2015 dati meteo luglio

Qua il gioco si fa serio.
Il Merlot viene bene ogni 4 anni, ma quando viene bene è favoloso.
Magari non ha molto senso piantare una varietà che non trova tutti gli anni le condizioni ideali per produrre in questo modo spettacolare, ma se l'hai ereditata da tuo padre non stai tanto a questionare, e cerchi di fare il lavoro migliore possibile. Come nel 2009, la migliore annata di Azimut fino ad ora, e che è pronta da bere adesso, dopo 6 anni di affinamento.

 

2015 dati meteo luglio

L'Alicante fino ad oggi è il mio preferito.
Ci lanciamo occhiate languide tutte le mattine, e ci promettiamo che sarà bellissimo quando finalmente verrà in cantina con me.
Ciàtu #3, non credo manchi molto. Probabilmente una settimana.

 

2015 dati meteo luglio

L'avete visto mai uno Zibibbo con i chicchi così grandi? Io no.
L'uva che sarà Ammàno #4 fra 10-15 giorni.

 

2015 dati meteo luglio

E poi una sorpresa, di cui non ho ancora parlato a nessuno.
Una vigna di Catarratto di 35 anni, e prima di dire qualunque cosa voglio portare l'uva in cantina. Ne ragioniamo fra un mesetto, ma dalle premesse che vedete c'è solo da incrociare le dita, e trattenersi dal fare capriole.

 

2015 dati meteo luglio

E poi c'è lei, l'uva della spiaggia. Non coltivata, a piede franco, probabilmente nata da seme. Che anche quest'anno ha prodotto grappoli bellissimi, e spero di farne un pochino più di 19 bottiglie.

Vedremo.

Intanto, tengo le dita incrociate, come credo stiano facendo tutti i vignaioli in preda a questa vendemmia 2016.

Vendemmie calde, vendemmie fresche

In Sicilia le ultime tre annate, e la 2017 in particolare, sono state certamente le più calde che io abbia mai vissuto. Temperature frequentemente sopra i 40 gradi e occasionalmente sopra ai 50, notti spesso afose, siccità prolungata. Quali sono le caratteristiche dei vini delle vendemmie calde?

Vendemmia 2023: un bilancio

Della vendemmia 2023 si è detto, scritto e sentito tutto e il suo contrario. In Sicilia, in questo pezzo di Sicilia che è Menfi, il 2023 è stato l’anno peggiore che io ricordi degli ultimi 20 anni in cui mi sono occupata di vino – ma è stato, probabilmente, anche il migliore degli anni che verranno, almeno in termini climatici. E questa non è una bella considerazione.

Abbiamo avuto un inverno “normale”, cioè ha fatto delle temperature che vagamente ricordavano l’inverno (specialmente se comparate con quelle che abbiamo appena visto nel 2024), poi una primavera piovosa come non mai: ha iniziato a piovere il 5 aprile e ha smesso il 20 giugno dopo che febbraio e marzo lasciavano presagire caldo e siccità.

In campagna è successo di tutto. Ho visto la peronospora fermarsi di pomeriggio, ripartire alle 9 del mattino e prosperare indisturbata per tutto il giorno come se non ci fossero 35 gradi all’ombra, sia nei miei vigneti che in quelli dei miei vicini - da sempre gestiti pesantemente in convenzionale - dove non ci si può nemmeno trincerare dietro la scusa che “rame e zolfo sono come bere un bicchiere di latte” (oenologo clarissimo dixit). Ho spellato quintali di pale di fichi d’india, per provare almeno a proteggere dalle scottature l’uva che ce l’aveva fatta a sopravvivere. In vendemmia ho selezionato l’uva non a grappoli, ma ad acini, letteralmente uno per uno, per cercare di portare in cantina la migliore qualità possibile.

Abbiamo perso più del 40% dell’uva, e il 50% del vino: questo perché gli acini sono rimasti piuttosto piccoli a causa dello stress e dei colpi di calore, quindi con poco succo.

Ho fatto del mio meglio, come abbiamo fatto tutti i vignaioli del centro-sud Italia, e ho dovuto fare delle scelte difficili. Molti vini non sono stati prodotti, altri non è detto che usciranno: aspettiamo che completino l’affinamento e poi vediamo.

Cosa c’è e cosa non c’è della vendemmia 2023

Ci sarà Tivitti ma non ci sarà Dietro le Case: questa è stata la scelta più difficile ma anche la più inevitabile. L’Inzolia era poca, non aveva alcun senso suddividerla come al solito in base al vigneto di provenienza per fare pochissime bottiglie di un vino e quasi altrettanto poche dell’altro. Ho fatto la scelta per me più ovvia, il vino che paga le bollette: questo Tivitti è buonissimo, forse il più buono che io abbia mai fatto perché ci sono le uve della vigna vecchia, ma spero di non doverlo fare mai più.

Ci sarà La Bambina perché il Frappato è molto buono, con una produzione più che accettabile: quindi anche quest’anno avremo non un Nero d’Avola in purezza, ma un blend col Frappato. Il colore è più intenso, ma freschezza e pienezza sono molto superiori a ciò a cui ero abituata, quindi sono contenta.

Il resto del Frappato che ha fatto la macerazione sulle bucce è diventato FuoriZona. La scelta di introdurlo a Belìce 5 anni fa è stata quella giusta: qui il Frappato perde un po’ della sua fruttolosità e acquista la spezia. La buccia era spessa e resistente, l’acidità bella fresca. A me piace un sacco.  

Il Nero d’Avola sta in una sola piccola vasca e diventerà Lu Còri (ma non Coda della Foce). 6.000 bottiglie della 2023 su una produzione media annua di 12.000 potenzialmente ti tagliano le gambe. Ma questa era l’uva buona, e questo è stato possibile fare. Pace. Uscirà forse a settembre dell’anno prossimo. Forse.

Il Perricone non ho potuto vinificarlo in purezza, quindi non ci saranno né NoTrix né Microcosmo, e nemmeno Ciàtu. È tutto Rivedibile, di nome e di fatto, e anche di etichetta. Sì e no arrivava a 11 gradi di alcol, troppo pochi per una DOC e anche per un vino da affinare per un pezzo in bottiglia. Mi sono detta che è meglio così, perché il vino che è scalpitato fuori dalla fermentazione ha il carattere di questo 2023, un po’ stronzo e un po’ ruffiano, che devi capire come prenderlo. Il naso è espressivo, e la bocca è killer: è ancora acerbo, ma si ammorbidirà.

Il Grillo boh. Per adesso sta in anfora, e ci rimarrà per un pezzo. Anche il Catarratto starà in anfora almeno fino a febbraio. Vedremo.

Ammàno è buonissimo, abbiamo lavorato a mano, come sempre anzi più di sempre, ci siamo massacrati ma il risultato è strepitoso. Questa vigna di Zibibbo è il classico “muru vasciu” a cui ti appoggi tutte le volte che hai bisogno. L’uva viene buona tutti gli anni, anche gli anni che non dovrebbero essere buoni. Anzi: gli anni che non dovrebbero essere buoni finora sono stati i migliori.

E poi non ci sarà più niente. Cioè, ci sono le annate scorse, per fortuna.

Una cosa che devo ammettere, assaggiando le annate scorse, è che noi beviamo i vini sempre troppo giovani. Anche i bianchi.
Uno pensa alla Sicilia e pensa a vini che hanno due/tre mesi di vita, ma ci sbagliamo. A Menfi, al mare, i vini vengono fuori alla distanza.

Se avete in casa una bottiglia di Microcosmo 17, oppure una di Coda 12, o di Arèmi 18, o La Vota 14, quelle sono bottiglie da bere adesso.